Fine. Dopo undici mesi hanno detto basta: «La dirigenza del Real Madrid ha deciso che Vanderlei Luxemburgo non sarà più l’allenatore del nostra squadra».

Così, con le parole del vicepresidente Emilio Butragueno, è stato dato il benservito all’allenatore brasiliano che se n’è andato dopo una vittoria (1-0 sul Getafe) e si era presentato lo scorso anno vincendo le prime otto gare alla guida delle merengues, con il proclama: «Lavoro e disciplina innanzitutto». Prima di lui lo aveva detto Camacho ed era durato due giornate, prima di togliere il disturbo. Luxemburgo ci ha messo molto di più, con un’ostinazione e una caparbietà che facevano a pugni con la mollezza della squadra e con la sfiducia della dirigenza sul collo. Una vicenda che ricorda in molti aspetti la stagione di Hector Cuper all’Inter. In comune i due, hanno avuto al servizio il presunto asso Ronaldo. Un monumento alla memoria che rischia di azzerare le possibilità anche dei futuri Quieroz, Camacho, Ramos e, appunto, Luxemburgo.

Nonostante i numeri dicano che nella Liga i madridisti oggi siano a sei punti dalla coppia di testa Barcellona e Osasuna (svantaggio recuperabile), e che in Champions league il passaggio del turno sia già stato conquistato, il Real brasiliano in realtà non si è mai visto, se non sulla carta (d’identità). Perché al contrario di quanto affermato dai passaporti, di calcio bailado nemmeno l’ombra. Nonostante i vecchi Ronaldo e Roberto Carlos (qualcuno dovrà prendersi la briga di pensare a un sostituto), e i nuovi Robinho e Baptista.

L’ambizioso progetto tattico di Luxemburgo per questa stagione, un 4-2-2-2 autenticamente brasileiro, è stato presto accantonato in favore di uno scontato 4-4-2. Ma quando non hai un’ala di ruolo e a metacampo gli interpreti principali sono Guti, Pablo Garcia e Beckham è difficile pensare di poter competere con il Barcellona in Spagna o con il Lione in Europa. E infatti sono state batoste con entrambe.

Prenderà provvisoriamente il posto di Luxemburgo, Juan Remon Lopez Caro, allenatore delle giovanili. Intanto continuano a circolare, come da mesi, i nomi di Schuster, Eriksson, Hitzfeld, Capello, Benitez e Wenger. Nonostante le smentite di tutti gli interessati. LECHAMPIONS EUROPA

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